La rivista “Letture” – Breve storia di un fondo

La rivista “Letture” [1]

La notte del 16 aprile 1943 un bombardamento alleato sul centro di Milano distrusse la Questura e danneggiò gravemente la chiesa di San Fedele. L’anno seguente un altro bombardamento distrusse anche la chiesa del collegio Leone XIII. I Gesuiti chiesero così al cardinal Schuster l’uso di un’altra chiesa della città. Anzi, chiesero di poter ritornare stabilmente nella loro antica chiesa, la chiesa di San Fedele che essi stessi avevano fatto edificare, nuova, in luogo della preesistente, a partire dal 1569, su progetto dell’architetto Pellegrino Tibaldi. La risposta si fece attendere, ma nel febbraio del 1945 il Cardinale offrì ai gesuiti la gestione della rivista fondata nel 1904 da monsignor Casati con lo scopo di fornire indicazioni morali sui libri ai lettori cattolici, la Rivista di Letture. I Padri interpretarono questa offerta come un sondaggio circa la loro buona volontà di collaborazione e accettarono.

Riccardo Bacchelli [Viaggio in Grecia, Ricciardi 1959]

A Padre Valentini,
onde veda che ho seguito il suo consiglio della sera in cui ci incontrammo a Napoli, di partenza, riguardo ai Bizantini, coi più cordiali e amichevoli saluti
Bacchelli, febbraio ‘59

Virgilio Brocchi [Scacchiera, Mondadori 1956]

A Padre Armando Guidetti,
fervido augurio natalizio di Virgilio Brocchi
che lo rivede nella sua biblioteca e nella sua chiesa
Nervi, Natale 1956

Nel 1946, grazie a un gruppo di validi uomini di cultura riuniti attorno a Giuseppe Valentini, Cipriano Casella e Achille Colombo (a cui si affiancheranno, nel corso degli anni, i nomi dei padri Guido Sommavilla, Alessandro Scurani, Armando Guidetti, Giuseppe Brunetta, Gabriele Casolari, Gaetano Bisol) iniziò così la pubblicazione di Letture. La nuova versione “edita e compilata con rara sagacia dai p. Gesuiti” [2] si caratterizzò subito per una maggiore apertura e per l’offerta di un giudizio critico sui libri che tenesse conto anche dell’aspetto estetico. Fin dall’inizio la rivista pubblicò brevi segnalazioni di preziosi collaboratori. La Rassegna critica del libro era ricca di traduzioni di opere straniere, una novità, soprattutto con l’ossigeno culturale francese e il rilancio di grandi pensatori/narratori, come Leon Bloy, Paul Claudel, Charles Peguy e soprattutto François Mauriac e Georges Bernanos. Il periodico non accettava tutto a occhi chiusi, era aperto ma critico, secondo una metodologia filosofico-scolastica bene assimilata: Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, Il prete bello di Parise e Ragazzi di vita di Pasolini ebbero lodi e riserve.

Dal gennaio 1957 la rivista fece un passo avanti decisivo: nuova grafica, grande spazio a cinema e teatro, nuovi collaboratori. Una scelta questa che si dimostrò vincente, in particolare negli anni Sessanta, quando ci fu il boom dei cineforum, soprattutto nelle parrocchie, nei circoli cattolici e nei gruppi giovanili. Letture divenne dunque una fonte importante per la cultura cattolica e laica di due decenni. Ci furono stroncature come a Il Gattopardo perché rivolto al passato, ed esaltazioni come a La dolce vita di Fellini per la sua poetica denuncia.

Soprattutto, la rivista Letture contribuì a dare “un’impostazione nuova alla critica prevalentemente moralistica e sulla difensiva, […] finendo per modificare molti atteggiamenti della critica cattolica nei confronti del libro”. [3]

Nel 1994 il mensile, col passaggio ai Paolini (http://www.stpauls.it/letture/), allarga le rubriche a Internet, alla tecnologia digitale, a rassegne dei successi culturali dei maggiori paesi del mondo, alla musica, a figure anche non cattoliche, ma ricche di arte e messaggi umani.

Dino Buzzati [Il crollo della Baliverna, Mondadori 1954]

A Don [!] Giuseppe Valentini,
un saluto cordiale da Dino Buzzati
maggio 1954

Raffaele Calzini [Gelosie a Bruges, Mondadori 1942]

 a Giuseppe Molteni
le poche pagine sante di questo libro offre il peccatore
RC, 4 ottobre 1942

 

La “Biblioteca di Letture”

Fin dal suo inizio, la rivista Letture cominciò a raccogliere una sua biblioteca, che rimase negli anni distinta dalle altre quattro biblioteche presenti presso la residenza di San Fedele, segnatamente la “Biblioteca dei Padri Gesuiti”, cioè la biblioteca “di casa”, a disposizione dei residenti, la “Biblioteca del Centro culturale San Fedele” (sito Web), la “Biblioteca di Aggiornamenti Sociali” e la “Biblioteca di Popoli e Missioni”, queste ultime due storiche riviste dei Padri Gesuiti in Milano.

L’accrescimento del fondo nel corso degli anni fu determinato anzitutto dall’invio di copie omaggio, con preghiera di recensione, da parte delle maggiori case editrici italiane: non fu sempre una pratica “automatica”, e anzi a volte essa fu determinata dai pressanti inviti dei padri recensori, attenti scrutatori delle nuove uscite editoriali (in particolare di quelle senza invio a Letture della tradizionale copia omaggio!). Ne danno testimonianza almeno 2 lettere:

la prima, di Arnoldo Mondadori, reca la data 19 gennaio 1951, e giunge in risposta ad un lamento di p. Valentini per la parsimonia negli invii di libri a Letture da parte dell’editore milanese:

… a parte le abbiamo fatto inviare i libri ch’Ella ci ha richiesto. Non pensi che noi ci si sia dimenticati della Sua rivista: in questo ultimo periodo abbiamo adottato una politica piuttosto restrittiva in fatto d’invii d’ufficio. Ma non per Letture, naturalmente, alla cui cordiale collaborazione teniamo moltissimo.” [4];

l’altra lettera, datata 13 aprile 1953, porta invece la firma di Leo Longanesi ed è  una risposta, un po’ risentita, all’“accusa” di un redattore di Letture circa una qualche presunta faziosità nella distribuzione delle copie omaggio da parte della casa editrice Longanesi:

Caro Padre Valentini,

ho ricevuto la sua lettera del 2 aprile.
Temo che il Suo redattore capo si sia espresso ingiustamente nei confronti del servizio stampa della mia casa. […]. Escludo, comunque, che sistematicamente l’invio o meno dei libri alla Sua rivista avvenga con il criterio sospettato dal Suo Redattore Capo.
Con la presente le accompagno le novità pubblicate in questi giorni dalla mia casa.
Mi creda con viva simpatia
Suo Longanesi. [5]

Vittorio G. Rossi, [Alga, Mondadori, 1964]

a Padre Guido Sommavilla,
questa ventenne alga, in sostituzione di quella sammargheritese, che quest’anno non ha voluto.
Con tutta l’affettuosa amicizia del suo Vittorio G. Rossi
S. Margherita Ligure, 3 ag. 1964

 

Fulvio Tomizza [L’albero dei sogni, Mondadori 1969]

A Guido Sommavilla con affetto (e qualche riserva per il giudizio sulla Trilogia)
Fulvio Tomizza
Aprile 1969

Beninteso, i padri redattori di Letture furono molto più “prede” di quanto non fossero “cacciatori” di nuove uscite editoriali: un costante pressing da parte di autori ed editori per ottenere una benigna recensione (o una recensione tout court) su Letture costituisce uno dei leitmotiv costanti nella storia della rivista durante la gestione gesuita. Tra le tante, riportiamo a questo riguardo tre stralci di lettere, due “speculari” alle precedenti, mentre la terza, di Valentino Bompiani, è la “segnalazione” di un’opera pubblicata da Einaudi: autore Ottiero Ottieri, nipote di Bompiani.

Scrive Longanesi in data 18 dicembre 1952:

Caro Padre Valentini,

Le accompagniamo alcuni libri che spero meriteranno la Sua approvazione.
Molte librerie cattoliche ci richiedono qualche attestazione circa la bontà delle nostre edizioni per il pubblico dei lettori cattolici. So che in gran parte il mio catalogo merita l’avvallo dei più severi censori. Vorrebbe essere Lei il mio garante presso le valorose librerie cattoliche? [6]

La missiva di Mondadori, in data 6 agosto 1956, è del medesimo tenore:

Reverendo Padre,

ristampiamo in questi giorni, dopo quasi vent’anni, una delle più belle opere narrative a sfondo religioso cattolico che siano mai uscite: La morte viene per l’Arcivescovo, di Willa Cather, una “Medusa” pubblicata nel 1937.
[…] gliene faccio perciò inviare una copia, nella speranza, e diremo quasi certezza, che Lei vorrà ripresentarlo ai Suoi Lettori.
La ringraziamo fin d’ora, e le porgiamo i migliori e più cordiali saluti.
Arnoldo Mondadori Editore. [7]

La lettera di Valentino Bompiani è del 18 ottobre 1957:

Caro Padre Valentini,

mi permette di scriverle, una volta tanto, per un libro non pubblicato da me, ma da un altro editore? Non so se Lei abbia ricevuto Tempi stretti di Ottiero Ottieri. In caso negativo glielo farei subito mandare. Ottiero Ottieri è mio nipote, ma questo non c’entra, o per dire meglio, c’entra solamente per giustificare il mio intervento, che però il libro meriterebbe per le sue qualità. […] Per questo mi permetto di richiamare su di esso la Sua tanto valida attenzione. E la ringrazio sin d’ora, qualunque sia il giudizio che ne darà. Mi è grata l’occasione per inviarle i più rispettosi saluti. Valentino Bompiani. [8]

Seppur la maggior parte, non però tutti i libri giunsero con “preghiera di recensione”: in questa opera di accrescimento del fondo non va dimenticato infatti il paziente lavoro di ricerca e di acquisizione da parte dei padri di Letture anche di opere già pubblicate, magari da anni, ma indispensabili, nell’ottica della rivista e della biblioteca, per completare il posseduto relativo all’opera pubblicata (opera omnia, secondo le varie edizioni) degli autori (perlomeno di quelli a Letture più cari).

Nel corso degli anni confluiscono inoltre nella Biblioteca di Letture alcuni doni e lasciti personali, di poca entità, tra cui spiccano per frequenza quelli contraddistinti dalla firma di possesso di Antonietta e Giuseppina Giussani.
Interessante e da approfondire a questo riguardo la figura di Giuseppe Molteni – già allievo alla “scuola di giornalismo” di  don Davide Albertario e valente articolista e critico letterario di tutta una serie di quotidiani e periodici cattolici, fra i quali ricordiamo L’Italia e Vita e Pensiero – il cui nome ricorre, in qualità di dedicatario, in una decina di pubblicazioni precedenti il 1946 (data di fondazione di Letture) entrate a far parte della biblioteca della rivista; è lecito così ipotizzare il lascito a Letture della propria biblioteca personale da parte di questo giornalista milanese.

Alcuni vecchi timbri della Biblioteca di “Letture”.

Rimane infine da segnalare un nucleo, invero piuttosto esiguo, di volumi già appartenuti dapprima all’antica “Residentia Mediolanensis” in via Montebello, e poi, dal 1895, al neonato “Convitto Leone XIII”, in corso di Porta Nuova, n. 7. Ne fanno fede alcuni timbri, tra i più antichi della Biblioteca dell’Istituto Leone XIII. Col 1994 si può pertanto parlare, per questi volumi, di un “ritorno a casa”… [9]

Questo frontespizio illustra, nei suoi timbri (compreso quello sul verso: “Convitto Leone XIII”), il “periplo” milanese, nel corso di oltre 100 anni, di un nucleo originario di volumi, dal 1996 tornati nella loro sede originaria: la Biblioteca dell’Istituto Leone XIII in Milano. Si notino, in sequenza cronologica: il timbro della “Residentia Mediolanensis”, o Residenza di Via Montebello (1879-1895); il timbro del “Convitto Leone XIII” (1893-1895); il timbro del “Collegio Leone XIII”  o “Collegium Mediolanense” (1895-); il timbro della “Biblioteca Letture” (retta dai Gesuiti dal 1946 al 1994); il timbro della “Biblioteca Istituto Leone XIII” (1895-)

Circa i criteri catalografici, essi prevedevano la stesura almeno della tradizionale scheda autori cartacea (di una eventuale scheda titoli non è rimasta traccia alcuna). La catalogazione era di tipo “minimo”. I criteri di collocazione erano invece fondamentalmente cronologici e di spazio, legati cioè alla data, o al periodo, di ingresso in biblioteca, e alla dimensione che presentavano i volumi; in alcuni casi si nota la cura nell’accorpare, o collocare in sequenza, opere diverse del medesimo autore o parti di collezioni editoriali. Lo schema di collocazione era pertanto così strutturato: sezione (presumibilmente una stanza o spazio fisico distinto) – scaffale – palchetto – volume.

Nel 1994, al momento del passaggio di consegne della rivista ai Paolini, la Biblioteca di Letture constava di oltre 30.000 volumi, che vennero divisi tra la Biblioteca dell’Istituto Leone XIII e la “neonata” Biblioteca della Fondazione Culturale San Fedele (la quale raggruppa in sé, oltre ad una parte della Biblioteca di Letture, le altre quattro biblioteche preesistenti di cui sopra). Alla Biblioteca del Leone XIII vennero cedute le opere più in linea con la sua impronta costitutiva letterario-umanistica, e cioè, fondamentalmente, le opere di narrativa italiana e straniera e il settore “teatro e musica”, mentre rimasero nella nuova Biblioteca di San Fedele le opere di carattere socio-antropologico e religioso.

Un esemplare di scheda bibliografica dal catalogo cartaceo della Biblioteca di  “Letture”.

Il “Fondo Letture” presso la Biblioteca dell’Istituto Leone XIII

La consistenza del “Fondo Letture” presso la Biblioteca dell’Istituto Leone XIII è ad oggi di circa 20.000 volumi (di cui circa 5000 già presenti in ambiente SBN – Servizio Bibliotecario Nazionale). In massima parte si tratta di opere di letteratura italiana e straniera, qualche saggio sempre di carattere letterario o storico, una sezione di teatro (circa 1000 volumi). Predominano nettamente, come è intuibile per una biblioteca di rivista letteraria, le prime edizioni (addirittura è presumibile pensare che si tratti delle prime tra le copie stampate della tiratura). Buona rappresentanza viene data a volumi appartenenti a collezioni “storiche” degli editori italiani, tra cui ricordiamo almeno le seguenti: “I narratori”, “Universale economica”, “Le comete” di Feltrinelli; “La fronda”, “La gaja scienza”, “Il cammeo”, “I libri che scottano” di Longanesi; “I millenni”, “I coralli”, “Nuovi coralli”, “Saggi”, “Piccola Biblioteca Einaudi” di Einaudi; “Romanzi moderni Garzanti”, “Narratori moderni”, “La vespa rossa”, “La vespa blu” di Garzanti; “Biblioteca Adelphi”, “Piccola Biblioteca Adelphi”, “Fabula”, “Saggi” di Adelphi; “BUR”, “La scala” di Rizzoli; “Le scie”, “Nuovi scrittori stranieri” di Mondadori. A questa testimonianza della produzione editoriale italiana è stata dedicata un’apposita sala, denominata appunto “Sala delle collezioni italiane”. In generale, il periodo di cui si ha maggior rappresentanza è racchiudibile nei decenni 1950-1970, con una discreta, ma significativa, presenza di opere editate negli anni ’80; poche le opere dei primi anni ’90.
Il grande valore aggiunto di questo fondo risiede però nelle chiose autografe, quasi sempre a lapis, dei padri recensori; a volte vere e proprie pagine di appunti, materiali per l’imminente recensione del libro, altre brevi note illuminanti sul modus operandi dei padri recensori o sulle difficoltà lavorative degli stessi (si pensi ad esempio alla nota di n.r. – p. Achille Colombo? – presente sulla copia de Il capolavoro perduto, di Hilaire Belloc: “Per prezioso gentil favore, data la carestia di collaboratori. 20 pagine al dì, poca cosa”).
Parimenti abbiamo una buona presenza di dediche autografe (vedi lista in calce, a parziale rappresentanza tra i censiti) da parte dei vari autori ai padri di Letture: si tratta di documenti significativi per ricostruire la storia delle relazioni tra la rivista e il panorama editoriale italiano, in particolare sul versante degli autori.

Note manoscritte di un padre recensore (P. Valentini?) con l’attribuzione del caratteristico “codice” per i giudizi di “Letture” o, come riportava allora la rivista, la “Guida alla lettura e alla scelta dei libri” (si notano le sigle “C1”, equivalente al C* della rivista, che contraddistingueva opere <<per lettori adulti, cioè persone che abbiano raggiunto una sufficiente informazione e controllo circa le realtà della vita e del sesso>>; “C2”, o C** sulla rivista, <<per lettori maturi, cioè persone provvedute di formazione dottrinale e criterio critico>>; “C3”, o C***, <<per lettori che siano insieme adulti e maturi nel senso sopra indicato>>; S, cioè <<opera che pur non essendo accettabile dal punto di vista dottrinario e morale, presenta valori tali da poter essere accostata quando esista un serio motivo di studio>>; T, ovvero <<normalmente innocuo a tutti coloro che non sono più ragazzi>>).

Note

[1] Il presente capitoletto è stato ripreso, con poche rimodulazioni, dal sito di “Letture”.

[2] Diego Fabbri, in: “La Fiera Letteraria”, 26 feb. 1956.

[3] Alessandro Scurani, I ricordi di un superstite, San Fedele Edizioni, Milano 1995.

[4] Lettera di Arnoldo Mondadori a p. Valentini, già pubblicata, come per le seguenti, nella rubrica “Dall’archivio di Letture”, tenuta su “Letture” da p. Alessandro Scurani dal 1995 al 1998. Per la lettera in oggetto cfr. “Letture”, n. 535, mar. 1997, p. 73.

[5] Già pubbl. in “Letture”, n. 533, gen. 1997, p. 33.

[6] Ibid.

[7] cfr. nota 3.

[8] Già pubbl. in “Letture”, n. 534, feb. 1997, p. 75.

[9] La residenza di via Montebello, dove i Gesuiti – rientrati in Milano, più o meno clandestinamente, fin dal 1851 – si stabiliscono dal 1879 al 1895; qui, come ben dice p. Corrado Bressan (Bibliotecario all’Istituto Leone XIII dal 1957 al 1978) nella sua introduzione al catalogo del fondo antico, «certamente la biblioteca dovette assumere una qualche importanza, se anche nel Catalogus Provinciae Venetae del 1881 si trova indicato per la prima volta un Padre con l’ufficio di bibliotecario».

Autografi presenti nel Fondo “Letture”

Bacchelli, Riccardo Viaggio in Grecia (Ricciardi, 1959) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giuseppe Valentini, [s.l.] feb. 1959
Bacchelli, Riccardo Secondo viaggio in Grecia (Ricciardi, 1963) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giuseppe Valentini, [s.l.] 21 giu. 1963
Belski Lagazzi, Ines Lascia cantare il cuore (S.A.S., 1952) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gaetano Bisol, [s.l.] dic. 1952
Belski Lagazzi, Ines Una scuoletta così… (Vita e pensiero, 1957) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gaetano Bisol, [s.l. e s.d.]
Berto, Giuseppe Le opere di Dio (Macchia, 1948) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giovanni Croci, Roma 6 gen. 1949
Berto, Giuseppe La gloria (Mondadori, 1978) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari [s.l. e s.d.]
Bevilacqua, Alberto Umana avventura (Garzanti, 1974) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, [s.l. e s.d.]
Bevilacqua, Alberto La crudeltà (Garzanti, 1975) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, [s.l. e s.d.]
Bonura, Giuseppe Per partito preso (Rusconi, 1978) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giuseppe Valentini, [s.l. e s.d.]
Brocchi, Virgilio Mia cugina delizia (Mondadori, 1955) Dedica autogr. dell’aut. a p. Armando Guidetti, Nervi [Genova] giu. 1955
Brocchi, Virgilio Luce di grandi anime (Mondadori, 1956) Dedica autogr. dell’aut. a p. Armando Guidetti, Nervi [Genova] Natale 1956
Brocchi, Virgilio La scacchiera (Mondadori, 1956) Dedica autogr. dell’aut. a p. Armando Guidetti, Nervi [Genova] Natale 1956
Buzzati, Dino Il crollo della Baliverna (Mondadori, 1954) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giuseppe Valentini, [s.l.] mag. 1954
Calzini, Raffaele Gli amanti (Mondadori, 1941) Dedica autogr. dell’aut. Giuseppe Molteni, [s.l. e s.d.]
Calzini, Raffaele Gelosie a Bruges (Mondadori, 1942) Dedica autogr. dell’aut. Giuseppe Molteni, [s.l.] 4 ott. 1942
Camon, Ferdinando La malattia chiamata uomo (Garzanti, 1981) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, [s.l.] ott. 1981
Castellaneta, Carlo Vita di Raffaele Gallo (Rizzoli, 1985) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, [s.l. e s.d.]
Cattafi, Bartolo Lo mosche del meriggio (Mondadori, 1958) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giuseppe Valentini, Milano 19 gen. 1959
Chiara, Piero L’uovo al cianuro e altre storie (Mondadori, 1969) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, [s.l.] 9 apr. 1969
Chiara, Piero Il cappotto di astrakan  (Mondadori, 1978) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, [s.l. e s.d.]
Chiara, Piero Una spina nel cuore  (Mondadori, 1979) Dedica autogr. dell’aut. a “Letture” [s.l. e s.d.]
De Cespedes, Alba Il rimorso (Mondadori, 1963) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gaetano Bisol, Roma 31 lug. 1963
Di Miscio, Gennaro Il processo di Cristo (Longanesi, 1967) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giuseppe Valentini, Milano 9 feb. 1967
Frattini, Angelo Un po’ d’amore ci vuole (Due torri, 1945) Dedica autogr. dell’aut. Giuseppe Molteni, Milano 19 set. 1945
Gotta, Salvator  Signore salvaci, ci perdiamo (Mondadori, 1947) Dedica autogr. dell’aut. a “Letture”, Portofino 1947
Gotta, Salvator  Tempo della Regina Margherita (Mondadori, 1952) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giuseppe Valentini, Portofino Natale 1952
Gotta, Salvator  Ilaria (Mondadori, 1956) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giuseppe Valentini, Portofino Natale 1952
Gotta, Salvator  L’almanacco di Gotta  (Mondadori, 1958) Dedica autogr. dell’aut. a “Letture”, [s.l.] ott. 1958
Gotta, Salvator  Le signore della villa antica (Mondadori, 1961) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gaetano Bisol, [s.l.] 1961
Lagorio, Gina Approssimato per difetto (Garzanti, 1981) Dedica autogr. dell’aut. a p. Guido Sommavilla, [s.l. e s.d.]
Lagorio, Gina Tosca dei gatti (Garzanti, 1983) Dedica autogr. dell’aut. a p. Guido Sommavilla, [s.l. e s.d.]
Malerba, Luigi Pianeta azzurro (Garzanti, 1986) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, Roma, 18 set. 1986
Mastronardi, Lucio A casa tua ridono (Rizzoli, 1971) Dedica autogr. dell’aut. a Sergio Raffaelli, [s.l. e s.d.]
Moretti, Marino Il romanzo della mamma (Mondadori, 1942) Dedica autogr. dell’aut. a Giuseppe Molteni, Cesenatico 20 dic. 1942
Ottieri, Ottiero La corda corta (Bompiani, 1978) Dedica autogr. dell’aut. a p. Raffaele [sic!] Casolari, [s.l. e s.d.]
Parazzoli, Ferruccio Le nozze (Bompiani, 1978) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, [s.l.] 25 set. 1978
Parazzoli, Ferruccio L’ago e il cammello (Longanesi, 1996) Dedica autogr. dell’aut. a p. Alessandro Scurani, [s.l. e s.d., ma dopo il 1996: Letture già ai Paolini]
Pontiggia, Giuseppe La morte in banca (Mondadori, 1979) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, Milano 19 mar. 1979
Possenti, Eligio Mi chiamavano Mimì (Valsecchi, 1944) Dedica autogr. dell’aut. a Giuseppe Molteni, [s.l. e s.d.]
Rossi, Vittorio Alga (Mondadori 1964) Dedica autogr. dell’aut. a p. Guido Sommavilla, S. Margherita ligure, 3 ago. 1964
Santucci, Luigi Il velocifero (Mondadori 1963) Dedica autogr. dell’aut. a p. Arcangelo Favaro, [s.l. e s.d.]
Saviane, Giorgio Il papa (Rizzoli, 1963) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giuseppe Valentini, [s.l. maggio?] 1963
Scerbanenco, Giorgio Il cavallo venduto (Rizzoli, 1963) Autog. dell’aut., Milano 12 set. 1963
Sgorlon, Carlo Gli dei torneranno (Mondadori, 1977) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, [s.l. e s.d.]
Sicari, Lorenzo Terra amara (Locatelli La Prora, 1958) Dedica autogr. dell’aut. a p. Achille Colombo, Milano 4 giu. 1958
Sicari, Lorenzo L’abbraccio di Giuda (Rebellato, 1960) Dedica autogr. dell’aut. a p. Achille Colombo, Milano 1 set. 1960
Soavi, Giorgio Bravi in guerra (Longanesi, 1965) Dedica autogr. dell’aut. a p. Dal Maso, 26 feb. 1965
Spadolini, Giovanni Il papato socialista (Longanesi, 1950) Dedica autogr. dell’aut. a p. Giuseppe Valentini, [s.l.] 1950
Tobino, Mario Biondo era e bello (Mondadori, 1974) Dedica autogr. dell’aut. a p. Gabriele Casolari, [s.l.] 11 set. 1974
Tomizza, Fulvio L’albero dei sogni (Mondadori, 1969) Dedica autogr. dell’aut. a p. Guido Sommavilla, [s.l.] apr. 1969
Tomizza, Fulvio La miglior vita (Rizzoli, 1977) Dedica autogr. dell’aut. a p. Guido Sommavilla, [s.l.] mar. 1977
Tomizza, Fulvio Ieri, un secolo fa (Rizzoli, 1985) Dedica autogr. dell’aut. a p. Guido Sommavilla, [s.l.] 8 gen. 198
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